Spettacolo poetico di teatrodanza con visual e installazione interattiva – Identità, Natura, Caso, Ritualità
Un corpo attraversa la parola e la parola attraversa il corpo: la poesia diventa gesto, respiro, traccia luminosa. Risulta instabile il paesaggio dell’identità: tra Natura e artificio, desiderio e conoscenza, l’essere umano tenta di dare forma al caso attraverso il rito. Tra danza e testo, tra immagini in tempo reale e un’installazione che reagisce alla presenza del pubblico, lo spettacolo costruisce un paesaggio sensibile in cui ogni movimento genera visioni e ogni visione modifica l’ascolto. Un rito contemporaneo, intimo e collettivo, che invita a sostare nell’istante e a “scrivere” insieme lo spazio.
Sinossi
Girandola, amen prende avvio dall’immagine del seme dell’acero: segno di indipendenza e libertà, ma anche figura ambivalente che nella mitologia greca rimanda all’albero di Fobos, dio della paura. Come il seme che si stacca dalla pianta, volteggia nell’aria e, per germinare, necessita di un periodo di stratificazione, anche la performance attraversa una sospensione: Un tempo di caduta, ascolto e trasformazione. Lo spettacolo nasce così come un dossier poetico messo in scena, un racconto non lineare in cui gesto, parola, suono e immagine si intrecciano come strati di una stessa domanda: Chi siamo quando ci muoviamo tra desiderio, paura, libertà e destino?
La ricerca mette al centro la relazione tra presenza umana, Natura e desiderio, con l’intento di creare ponti e portare lo spettatore verso un ascolto sensibile. Una partecipazione attiva al viaggio che accade. In questo percorso i tarocchi agiscono come una grammatica simbolica e come un dispositivo rituale, in cui il corpo si fa soglia tra diversi livelli di realtà e mondi possibili. La ricerca vocale e fisica si intreccia costantemente con suono, luce e proiezioni, in relazione viva con lo spazio a disposizione e con le presenze che lo abitano.
La sperimentazione sonora con oggetti scenici e il campionamento in tempo reale costruiscono un’architettura sensibile che traduce l’interiorità in spazio; alcuni elementi della scena diventano anche costume, come metafora di quanto l’ambiente plasmi l’identità. In filigrana, la performance interroga anche le tensioni sociali che attraversano il corpo esposto nello sguardo pubblico, evocando divisioni, disparità e violenze di genere. Girandola, amen è una riflessione poetica sulla contemporaneità: ogni esercizio del libero arbitrio genera un universo possibile. Per questo lo spettacolo può anche scomporsi in installazioni artistiche interattive e materiche, capaci di muoversi in dialogo con la presenza che attraversa lo spazio.
Statement artistico e temi
Questo progetto unisce teatrodanza, scrittura poetica e arti visive per mettere in scena un’idea di identità come processo, non come definizione. I tarocchi sono usati non in chiave esoterica illustrativa, ma come grammatica simbolica: archetipi che condensano forze psicologiche e collettive. Il rito, oggi, non è nostalgia: è un bisogno di orientamento, una tecnologia emotiva per attraversare l’incertezza.
Linguaggi scenici
Corpo (teatrodanza)
La drammaturgia del movimento alterna impulso e trattenimento, crollo e verticalità. Il corpo attraversa stati “archetipici” (animale, sociale, sacro), come se ogni carta attivasse una diversa biomeccanica: tensioni, posture, ripetizioni, frammenti di danza che diventano gesto rituale.
Voce e testo poetico
La parola è poesia performativa: frammenti, invocazioni, appunti di diario e formule. Può essere detta in scena dall’interprete e/o diffusa in voice-over, a seconda della versione scelta. Il testo non spiega: apre varchi, costruisce immagini interiori e dialoga con suono e visual.
Suono e musica
Il paesaggio sonoro mescola campionamenti naturali, texture elettroniche, rumori di materiali che permeano la realtà e sonorità acustiche.
Visual, luce e spazio
Le visual non illustrano le carte: costruiscono un ecosistema simbolico (texture organiche, scansioni di materiali, costellazioni di segni, archivi botanici, diagrammi di fortuna). La luce lavora per apparizioni: tagli, controluce, zone di buio come camere interiori. Lo spazio può essere frontale, ma è pensato per adattarsi anche a contesti site-specific.
| Titolo progetto | Girandola, Amen |
| Durata | 60 minuti |
| Formato | sala / site-specific / outdoor – solo |
| Lingua | Italiano (testi/voce) – sottotitoli inglese/spagnolo/francese |
| Anno / Versione | [2026 – v2.0] |
| Crediti principali | Regia/ideazione: Eva Maesa – Coreografia/performer: Eva Maesa – Visual: Gianluca Lovreglio – Interazione/tech: Gianluca Lovreglio – Musiche: Francesca Valente, Filippo Poderini, Gianluca Lovreglio |
Materiali disponibili su richiesta: teaser video, foto, scheda tecnica dettagliata, note di regia, estratti di testo, rendering visual/bozzetti installazione.
















